Quali sono le migliori pinne da apnea? – Recensioni, opinioni, guida e prezzo del 2018

Benessere & Sport

pinne apneaPraticare l’apnea prevede l’utilizzo di un equipaggiamento particolare, che può creare qualche problema nella scelta, da parte di chi si è appena avvicinato a questa pratica.

Tra l’equipaggiamento necessario per svolgere questa attività compaiono anche le pinne apnea.

Si tratta di un oggetto importantissimo per chi nuota, perché sarà proprio in base al tipo e alla forma di pinne utilizzate, che si potranno compiere movimenti che saranno fondamentali per praticare una buona nuotata in apnea.

In commercio ne troverai molte varianti.

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Come scegliere le pinne apnea

Per scegliere le pinne da apnea migliori, quelle che meglio andranno a ricoprire tutte le tue necessità, è opportuno andare a valutare alcuni aspetti.

Le dimensioni, il materiali, la forma della scarpetta e il suo allaccio, nonché la rigidità della pala, faranno la differenza tra un prodotto di qualità e uno che non lo è.

Queste informazioni non sono difficili da trovare, infatti ti basterà dare uno sguardo a quelle che sono le informazioni contenute nella scheda tecnica dei vari prodotti.

Dimensioni

Uno dei principali aspetti da valutare nella scelta delle pinne per apnea è la loro dimensione.

Sia la giusta lunghezza che la giusta larghezza sono due aspetti molto soggettivi.

Infatti utilizzandone una versione più lunga di certo si avrà una nuotata più potente, ma per alcuni potrebbero invece creare impaccio e difficoltà nei movimenti.

Queste sono maggiormente sconsigliate per l’uso in piscina, per la pratica dell’apnea dinamica, ma sono invece le più adatte per la discesa in assetto costante.

Scegliendo invece pinne più larghe andrai a smuovere più acqua, ma evitando l’ingombro delle pinne più lunghe; questo aspetto è molto importante per chi pratica pesca subacquea che si potrà muovere meglio e con poco intralcio.

Materiale

Per la realizzazione delle pinne da apnea possono essere impiegati diversi tipi di materiali.

I più comuni sono il materiale plastico polimerico, la vetroresina e la fibra di carbonio. Vediamo meglio di cosa si tratta.

  1. Il polimero plastico è il materiale che viene utilizzato più di frequente per la realizzazione di questa tipologia di pinne. Queste pinne offrono il vantaggio di essere piuttosto economiche, ma allo stesso tempo offrono comunque ottime prestazioni. Il polimero è un prodotto resistente, che tutelerà le pinne da graffi, urti e rotture. Il loro più grande svantaggio è però legato all’effetto memoria, infatti dopo molti utilizzi le pinne inizieranno ad assumere una forma curva. Questo farà sì che il movimento diventi meno naturale e più forzato dalla nuova curvatura.
  2. La vetroresina offre il vantaggio di mantenere la sua forma inalterata con il passare del tempo, ma questo ha però un costo maggiore rispetto alle versioni in polimero. Anche in questo caso le pinne saranno molto resistenti agli urti ed ai graffi.
  3. Le pinne apnea carbonio sono quelle di qualità migliore. Danno, alla nuotata di chi le indossa, una maggiore propulsione e potenza. Sono molto leggere, ma con lo svantaggio di essere fragili e soprattutto molto più costose rispetto alle versioni precedenti. Non soffrono dell’effetto memoria e la loro forma resterà inalterata nel tempo.

Scegliere una tra queste tre diverse tipologie di materiale dovrà tenere conto di quelle che sono le tue specifiche esigenze. Infatti dovrai valutare tu se preferirai un prodotto di qualità migliore, ma indubbiamente più costoso, oppure se preferirai ripiegare su un prodotto dalla durata più limitata, ma che ha un costo sensibilmente inferiore.

La giusta via di mezzo tra tutti questi aspetti sembra essere rappresentata dalle pinne da apnea in fibra di vetro o vetroresina, resistenti, indeformabili e non troppo costose.

La scarpetta

La scarpetta è il punto di giuntura tra il tuo corpo e la pinna, quindi capirai da solo come la sua importanza sia davvero grande.

Scegliere delle pinne con una giusta scarpetta significa prenderne un paio dove il piede non sia stretto in modo eccessivo, ma dove la calzatura vada ad abbracciarlo. Deve quindi avere una struttura morbida intorno alle dita ed al collo del piede, mentre deve essere rigida sulla suola e nella parte centrale superiore, quelle zone su cui si preme al momento della spinta.

I modelli in commercio non seguono la stessa numerazione delle scarpe, ma una taglia abbraccia 2-3 diversi numeri.

Un altro compito della scarpetta è di tenere al caldo il piede mentre nuoti.

Connessione pala-scarpetta

Non sempre le pinne sono monoblocco e ne troverai in commercio di versioni con pala e scarpetta intercambiabili.

Nel caso in cui tu voglia agganciare una pala con due fori ad una scarpetta che ne presenta solo uno evita di forare la pala, ma piuttosto fallo sulla scarpetta.

Di solito una pala in composito non aderisce bene ad una scarpetta e in questo caso occorrerà utilizzare del silicone per riempire gli spazi che rimarranno vuoti.

Il consiglio migliore che posso darti, nel caso in cui tu abbia intenzione di comprare pala e scarpetta separatamente, è di chiedere a qualche amico di potere provare le sue, per capire se per te possono essere comode da indossare.

Rigidità della pala

Le pale delle pinne apnea possono avere varie durezze.

Principalmente, tra le versioni che troverai in commercio, ci sono tre tipologie di durezza della pala, si tratta di quelle soft (morbide), quelle medium (medie) e le varianti hard (dure).

Scegliere un modello anziché un altro varierà in base a quello che è l’uso che andrai a farne.

Infatti i modelli più morbidi sono quelli che spingono meno, i più adatti per le nuotate in superficie e sono quelli più consigliate a chi ha le gambe poco allenate.

Le pale hard sono invece quelle più indicate ad utenti esperti, che praticano immersioni in profondità.

Il tuo livello come apneista

Per capire quelle che sono le pinne apnea più adatte a te è necessario che tu vada a capire quale è il tuo livello come apneista.

Se sei infatti un apneista provetto sarà inutile che tu parta acquistando delle pinne di tipo professionale, ma sarà invece più opportuno rivolgere la tua attenzione verso un tipo in polimero plastico, meno rigido e soprattutto meno costoso.

Dal livello intermedio, fino a quello esperto sono invece consigliate delle pinne in fibra di vetro se non addirittura i più costosi modelli in fibra di carbonio.

Prezzo

Nella scelta delle giuste pinne da apnea, dopo aver valutato altri aspetti, è importante anche prestare attenzione all’aspetto legato al costo.

Il loro prezzo può infatti partire dai 50 euro, per i modelli più semplici in polimero fino a salire ad oltre 600 nel caso di versioni in fibra di carbonio con scarpetta personalizzata.

Non pensare che un paio di pinne costose farà di te un buon apneista, perché per quello servono una buona tecnica ed un lungo allenamento.

Come utilizzare le pinne da apnea

Come utilizzare le pinne apnea

Per poter sfruttare nel modo migliore tutte le potenzialità che vengono offerte dalle pinne apnea è necessario andare a capire come utilizzarle al meglio.

Il movimento propulsorio che producono viene infatti gestito, sia direttamente dal nuotatore, tramite la forza della nuotata, ma anche dal materiale usato per realizzare la pinna.

La pinneggia corretta usa un movimento che parte dall’anca e usa i muscoli di glutei e femore. Si tratta di un movimento ampio, lento e costante che non scarica sul polpaccio e sul ginocchio, evitando così che si presentino i crampi.

Un’alternativa è la nuotata a rana, che lavora su muscoli diversi, ma permette movimenti più lenti ma più duraturi.

Per la pratica dell’apnea è però necessario avere una muscolatura massiccia, che permetta uno spostamento rapido per raggiungere gli obiettivi. Oltre che funzionare da propulsori le pinne si occupano anche di svolgere un ruolo di stabilizzatori del movimento natatorio.

Ti ricordo che per riuscire a fare delle buone nuotate o attività in apnea è necessario sempre un po’ di allenamento, per andare a rinforzare le fasce muscolari e soprattutto andare a imparare come gestire al meglio il dispendio di energie.