Qual è il miglior ossimetro per misurare l’ossigeno? – Recensioni, opinioni, guida e prezzo del 2018

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Ossimetro misuratore ossigeno da ditoIl nome ossimetro potrebbe non dirti niente, infatti questo particolare apparecchio medicale è conosciuto anche con il nome di saturimetro e pulsossimetro.

Il suo compito è quello di andare a misurare il livello di ossigenazione nel sangue, comodamente stando a casa propria.

Infatti questo apparecchio è indispensabile per chi necessita di monitorare costantemente il livello di ossigeno nel sangue, e permette di farlo ad un costo contenuto.

Seguendo meticolosamente le informazioni relative al suo uso, potrai controllare la saturazione con una precisione estrema.

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Cosa è l’ossimetro e a cosa serve?

Una tipologia di malattie che sta sempre più aumentando tra la popolazione è quella delle malattie respiratorie, come l’asma e il BPCO.

Queste necessitano di un monitoraggio frequente dell’ossigenazione, che viene fatta attraverso il misuratore ossigeno da dito.

Si tratta di una macchinetta, di piccole dimensioni, che è composta da un pinza, da posizionare sul dito o sul lobo dell’orecchio. Questa va ad analizzare il sangue, in modo totalmente indolore. L’operazione è talmente tanto semplice da non richiedere l’assistenza di personale medico.

I dati raccolti dal saturimetro da dito sono quelli relativi alla saturazione dell’ossigeno periferico (SpO2). Questo viene calcolato basandosi sulla presenza di gas all’interno dell’emoglobina.

Questo gas è, nella maggior parte dei casi, ossigeno, ma se così non dovesse essere l’uso di questo apparecchio diviene inutile. Questo apparecchio è spesso utilizzato dagli sportivi, che vogliono controllare l’ossigenazione sangue.

Ma quali sono i valori corretti che questa deve avere?

Se la percentuale di ossigenazione risulta essere tra il 95% ed il 100% allora siamo nella norma, per un adulto sano. Si ha ipossia lieve se i valori sono tra il 91-94%, ipossia moderata tra l’86% ed il 90% e ipossia grave con valori inferiori all’86%.

Queste percentuali di riferimento vanno però valutati in base alle condizioni fisiche del soggetto che ha utilizzato il pulsossimetro da dito, infatti una saturazione al 90% potrebbe essere normale per chi è affetto da malattie croniche.

Caratteristiche per scegliere l’ossimetro

Trattandosi di un’apparecchiatura di tipo medicale, la scelta del miglior misuratore di saturazione ossigeno da dito, va fatta analizzando alcune caratteristiche del prodotto.

La precisione nel rilevare i dati, la facilità di utilizzo, la portabilità, il peso, la presenza di sistemi di allarme e la leggibilità del display, sono alcune delle più importanti.

Accuratezza

I livelli si SpO2 rilevati dal pulsossimetro devono essere il più precisi possibili, altrimenti l’uso di questo apparecchio diventerebbe inutile.

I modelli migliori sono quelli che hanno un margine di errore massimo del 2%.

Il macchinario deve essere preciso a calcolare i livelli di ossigeno nel sangue, fino al 70%, infatti è proprio quando questi valori non sono proprio ottimali che è necessario averne una lettura che sia il più possibile vicino ai quelli che sono i valori reali.

Ricordati però che quando i valori misurati sembrano essere troppo bassi è sempre opportuno andare a rivolgersi a personale medico specializzato. Infatti un’ossigenazione non corretta del sangue può portare a problemi molto gravi per la salute.

Sistemi di allarme

Negli ossimetri, di solito, ci sono tre distinte tipologie di allarme.

Il primo è quello che si attiva, quando viene rilevato un battito cardiaco irregolare. Va a segnalare ogni forma di aritmia che sia degna di nota da prendere in esame. Anche se i dati relativi all’ossigenazione saranno presenti e visibili sul display, il macchinario te lo segnalerà anche attraverso un meccanismo sonoro.

Questo aspetto è interessante, perché spesso valori bassi di SpO2 portano ad avere la vista offuscata. Un segnale acustico si attiverà anche per una cosa ben più banale, come il segnalare che la batteria è scarica e che devi andare a sostituirla.

Portabilità

Un buon misuratore di ossigeno nel sangue sarà quello più facile da portare con te.

Trattandosi infatti di un apparecchio che dovrai sempre avere con te, dovrà inevitabilmente essere facile da mettere in tasca, agganciare ad una collana o posizionare dove tu possa averlo subito a portata di mano.

Le dimensioni ridotte dell’apparecchio influenzeranno positivamente la sua portabilità.

Leggero

Alcuni modelli di ossimetro possono essere molto portabili, ma non essere comodi da utilizzare.

Infatti questi macchinari devono essere anche leggeri. Chi soffrirà di malattie respiratorie sarà infatti anche molto debole e potrebbe trovare scomodo utilizzare un prodotto troppo pesante.

Anche se un pulsossimetro pesante può sembrare più resistente, questo sarà maggiormente esposto al rischio caduta, proprio a causa della sua struttura poco adatta per essere maneggiata da soggetti debilitati, e quindi sarà più soggetto a danneggiarsi.

Durevole

Vista l’importanza dei dati che un ossimetro permette di rilevare, è importante andarne a scegliere un modello che sia il più durevole possibile e che sia affidabile allo stesso tempo.

Il monitorare i livelli di SpO2 deve infatti poter essere fatto ogni qual volta ce ne sia bisogno, quindi è opportuno scegliere una variante di misuratore di ossigenazione che possa resistere a cadute, ma anche all’acqua e all’umidità.

Infatti, specialmente quest’ultima, potrebbe andare ad intaccare il meccanismo interno di funzionamento del macchinario, alterando i valori rilevati e creando così situazioni potenzialmente pericolose per la tua salute.

Ti ricordo però che un buon prodotto non deve mai avere un peso eccessivo, ma essere funzionale al massimo.

Leggibilità del display

Per controllare i valori di ossigenazione del sangue, il display del pulsossimetro deve essere comprensibile e facile da leggere.

Spesso, infatti, questo prodotto sarà utilizzato anche da chi ha problemi di vista, è parecchio avanti con l’età o non è particolarmente portato per la tecnologia. Per questo motivo i valori rilevati devono essere immediatamente leggibili.

Un display deve quindi essere ampio e luminoso; di solito sono LCD, in alcuni casi anche a colori. Nelle versioni di fascia alta, lo schermo può essere ruotato, per una migliore lettura dei dati.

Anche la luminosità può essere regolata, ma soltanto nei modelli più costosi.

Il punto più importante è però quello relativo alla comprensione dei dati; questi devono essere di facile comprensione e posizionati in un modo che se ne renda facile la comprensione, fattore questo di grande importanza, specialmente se il prodotto è destinato ad una persona anziana, che monitora da sola i livelli di ossigenazione del suo sangue.

Comodo da indossare

Le dimensioni ed il peso andranno ad influire sulla comodità di un ossimetro.

Questo infatti deve poter essere posizionato sul dito in modo saldo, senza essere di ostacolo a chi lo userà. Se fosse troppo scomodo potrebbe cadere e rompersi.

Valuta quale sia il modello più adatto al tuo caso, anche analizzando quelle che sono le condizioni fisiche della persona che andrà ad utilizzarlo. In commercio ce ne sono molti e non avrai difficoltà a trovare il modello più adatto.

Funzioni

Un pulsossimetro può avere varie funzioni.

Saranno queste che faranno la differenza tra un modello base ed un altro più completo. Vediamo quali sono le più diffuse.

  • Possibilità di memorizzare i livelli di ossigeno. Nelle versioni più costose potrai memorizzare i valori relativi a varie ore della giornata o anche diversi giorni
  • Presenza di un segnalatore, sia acustico che luminoso, che indichi che è arrivato il momento di sostituire la batteria
  • Arresto automatico, che si attiva da solo, dopo un determinato tempo di inutilizzo
  • Il Bluetooth è presente sono nei prodotti più costosi. Ti permetterà di scaricare, su pc o smartphone, tutti i dati raccolti. La connessione può avvenire anche via cavo
  • La possibilità di effettuare misurazioni continue. Questa funzione sarà utile a chi soffre di patologie che necessitano di misurare continuamente i dati, relativi all’ossigenazione del sangue. Queste si possono rendere necessarie per effettuare determinati test. Alcuni modelli consentono di fare misurazioni continue di 24 ore.

Batteria

Gli ossimetri funzionano con due tipologie di alimentazione: utilizzando una pila sostituibile oppure con una batteria interna.

Nel primo caso sarà necessario estrarre la pila esaurita e sostituirla con una nuova, mentre nel caso di uso di una batteria interna, questa potrà essere ricaricata, collegandola alla linea elettrica.

Tutte e due hanno dei pro e dei contro, valuta tu quella che ti sembra essere più adatta all’uso che andrai a farne.

Accessori

Nella confezione del tuo ossimetro, potrai trovare anche alcuni accessori.

Ad esempio, a chi dovrà utilizzare il macchinario anche fuori casa, sarà molto utile una custodia; questa potrà avere colori e materiali diversi, in base ai vari modelli. Meglio ancora sono le custodie impermeabili.

Per i modelli con funzionamento a pile potranno essere comprese batterie di ricambio, ma anche un cavo USB, per quelli che invece usano una batteria interna. Alcuni modelli vengono venduti forniti anche di un laccetto che, una volta fissato ai lati del saturimetro, permetterà di poterlo appendere al collo o fissarlo alla borsa, per averlo sempre a portata di mano.

Per le versioni che si possono connettere al pc, non deve mai mancare un cd di installazione.

Saturimetro prezzi ed offerte

Il prezzo degli ossimetri può essere vario.

Infatti in commercio ne troverai di tutti i prezzi, che variano in base alla qualità del prodotto alle funzioni supportate ed alla comodità di utilizzo.

Dando uno sguardo nei negozi, sia fisici che online, se troverai davvero molti, tra i quali andare a scegliere il modello giusto per te. Spesso potrai trovare prodotti di questo genere in offerta, specialmente cercando tra le numerose piattaforme che si occupano di commercio online.

Tipi di ossimetro

ossimetro saturimetro da dito

Le versioni più diffuse di ossimetro sono quelle classiche a dito, le varianti con braccialetto, quelle professionali, gli ossimetri di tipo pediatrico e la pratica a funzionale variante portatile. Andiamo a conoscerle meglio per capire di che cosa si tratta.

Ossimetro da dito

È l’ossimetro da dito la versione più classica e pratica da utilizzare.

Esteticamente si presenta come una pinza, che si posiziona sul dito, e che va così a misurare i livelli di ossigenazione. Il display è piuttosto grande e luminoso e la sua lettura piuttosto intuitiva, anche per soggetti anziani.

In commercio ne troverai di versioni più o meno accessoriate, con funzioni aggiuntive o prodotti base, ma pur sempre funzionali e non troppo costose.

Ossimetro con braccialetto

Una variante di pulsossimetro è quella conosciuta come versione con braccialetto.

In pratica si tratta di una classica pinza posizionata sul dito, ma priva di display. Questo infatti è posizionato sul braccialetto, una sorta di orologio che presenta un display dove si visualizzano i dati raccolti. Bracciale e pinza sono collegati tra di loro per mezzo di un cavetto.

In commercio ne troverai delle versioni che ti permetteranno di poter memorizzare i dati e di altre più basiche.

Saturimetro professionale

È questa la versione di misuratore di ossigeno migliore, quella che usano anche i professionisti del settore medico.

Si tratta di prodotti più costosi, ma sono questi quelli che ti permetteranno di avere una maggiore precisione dei dati. A questa si associano una chiarezza di lettura delle informazioni raccolte e un buon numero di funzioni.

Sono i prodotti più completi, quelli che meglio si adattano a soggetti che soffrono di patologie tali che necessitano di avere un monitoraggio costante dei valori relativi all’ossigenazione del sangue.

Saturimetro pediatrico

Per i bambini non si può utilizzare un saturimetro classico, uno di quelli che si usano per gli adulti.

Devono infatti avere delle dimensioni che si adattino alle dita piccole dei bambini. Infatti se dovesse essere troppo grande il dito si muoverebbe al suo interno, andando a falsare i dati raccolti.

Proprio per questo motivo, per i bambini piccoli, è preferibile la versione a sonda. Prodotti di questo tipo devono riuscire a rilevare i dati nel modo più preciso possibile.

Saturimetro portatile

Quando si ha la necessità di monitorare costantemente i valori di SpO2, anche fuori casa, serve un prodotto apposito.

Questo deve essere il più comodo possibile da indossare e quindi anche molto leggero, per non infastidire i movimenti di chi andrà ad indossarlo. Non presenta braccialetti, ma la sua struttura è formata solo dalla pinza, da posizionare sul dito.

In commercio ne troverai molte tipologie tra cui potrai andare a scegliere il prodotto giusto per te.

Quali informazioni può mostrare?

Gli ossimetri possono raccogliere informazioni relative a vari valori del sangue.

Quello principale è quello relativo alla saturazione arteriosa dell’ossigeno nel sangue. Troverai questa informazione accanto alla sigla SpO2, presente sul display.

Anche la frequenza cardiaca può essere tenuta sott’occhio; i battiti cardiaci al minuto sono visualizzabili sia in forma numerica, che sotto forma grafica.

Per controllare la velocità a cui si muove il sangue nel tuo corpo, il saturimetro traccia una curva pletismografica. Alcuni modelli permettono un monitoraggio continuo dei valori, che possono venire registrati anche per 24 ore continuative.

Potrai andare a impostare dei valori limite, minimi e massimi, che vorrai che l’apparecchio ti segnali, in caso in cui vengano superati.

Una funzione piuttosto interessante, che è presente in alcuni modelli, è quella che permette di andare a registrare dati per uno stesso o per diversi utenti, e creare su di essi delle statistiche, per avere una visione migliore dei cambiamenti che si sono verificati nel tempo. Queste funzioni saranno presenti, in modo più completo, nelle versioni di pulsossimetro professionali o comunque più costose.

Come funziona l’ossimetro?

Utilizzare un saturimetro è un’operazione semplice ed indolore.

L’ossigeno che respiriamo si lega all’emoglobina e entra in circolo nel sangue. Il macchinario lavora sfruttando la capacità, da parte dell’emoglobina, di assorbire la luce, associata alla pulsazione del sangue nelle arterie.

Sulla sonda è presente una sorgente luminosa, un rilevatore di luce e un microprocessore. Sono presenti una luce rossa ed una infrarossa. L’emoglobina ricca di ossigeno andrà ad assorbire la seconda, mentre quella povera assorbirà la rossa.

Entra poi in azione il microprocessore che converte le informazioni raccolte in valori numerici. Le misurazioni verranno effettuate più volte al secondo. I valori che verranno mostrati, nella fase finale, sono quelli che sono il risultato della media delle rilevazioni degli ultimi 3 secondi.

Come utilizzare l’ossimetro?

Una volta che il macchinario è carico e pronto all’uso è arrivato il momento di andare a misurare i livelli di ossigenazione nel tuo sangue.

  • Per prima cosa vai ad eliminare dalle tue dita ogni tipo di sostanza che possa andare ad influenzare l’assorbimento delle luce, come ad esempio lo smalto.
  • Il freddo rallenta la circolazione sanguigna, quindi prima della misurazione, riscalda la zona dove posizionerai l’ossimetro, fino a che questa non arriva a temperatura ambiente.
  • Elimina adesso altre fonti di luce ambientale che possano andare ad influenzare i risultati.
  • Lavati le mani ed applica la sonda.
  • Posiziona la mano sul petto all’altezza del cuore, per mantenerla salda in posizione, infatti è il movimento una delle principali cause di rilevazioni inesatte.

Come utilizzarlo per non avere risultai sbagliati

Perché i dati raccolti dall’ossimetro siano precisi, oltre che un prodotto di qualità, è fondamentale anche seguire delle regole precise.

I fattori principali che vanno ad influenzare i risultati sono il movimento e le fonti luminose o chimiche che vadano in qualche modo ad alterare l’assorbimento della luce.

Ipotensione, con valori al di sotto dei 55-60mmHg di sistolica o ipotermia sono altri fattori che influenzeranno in modo negativo i risultati. Lo stesso accade anche se nel sangue sono presenti coloranti come il blu di metilene.

Il saturimetro non è efficace per rilevare intossicazioni da monossido di carbonio.